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Strategia

Come trasformare un prodotto in un'esperienza: la lezione di Illy e Bimby

Illy e Bimby mostrano come collegare un prodotto a un'esperienza multicanale. Cosa imparano le PMI italiane da questa campagna.

5 Settembre 2026 Blog Stratego
Come trasformare un prodotto in un'esperienza: la lezione di Illy e Bimby

Foto: Kindel Media via Pexels

Il caffè non è solo una bevanda. Quando un brand lo trasforma in ingrediente di ricette, lo collega a momenti di convivialità e lo distribuisce su più touchpoint (social, piattaforme ricette, territorio), crea un'esperienza che va oltre la tazzina. È quello che sta facendo Illy con Bimby attraverso la campagna "Il gusto di stare insieme", e il modello dietro questa scelta offre spunti concreti per qualsiasi impresa italiana che voglia costruire un marketing tracciabile e coerente.

La campagna: caffè come ingrediente, non solo bevanda

Illy e Bimby hanno lanciato una collaborazione centrata su 16 ricette disponibili su Cookidoo, la piattaforma digitale dove gli utenti Bimby scoprono e seguono preparazioni culinarie. Ma la campagna non si limita a un catalogo di ricette. Si sviluppa su social media, contenuti digitali nativi e attività sul territorio, creando più punti di contatto con il pubblico target.

L'elemento chiave è il posizionamento: il caffè Illy non viene promosso come un prodotto da acquistare perché "buono" o "premium". Viene integrato in uno scenario di condivisione e convivialità — stare insieme — dove il prodotto gioca un ruolo operativo nella cucina. Questo spostamento di focus da attributo del prodotto a utilità pratica dentro un contesto relazionale è quello che distingue una campagna di awareness da un sistema che genera comportamenti d'acquisto tracciabili.

Perché questo modello funziona per le PMI italiane

Le piccole e medie imprese italiane spesso pensano al marketing come a un blocco unitario: una campagna, un messaggio, un canale. Illy e Bimby mostrano il contrario. La loro struttura è modulare e multi-canale, ma coerente su un'unica premessa. Le ricette su Cookidoo non sono un'isola separata dai social media; sono il punto di raccolta di utenti che scoprono il prodotto attraverso ricerche di preparazioni, video tutorial, o raccomandazioni di altri utenti. I social amplificano questa scoperta. Le attività territoriali (event, demo, partnership locali) creano conferma e coinvolgimento offline.

Per una PMI italiana — che si tratti di un produttore di alimenti, un'azienda B2B, o anche una struttura ricettiva — questa lezione significa: non puoi affidarti a un singolo canale. Devi costruire un ecosistema dove il prodotto o il servizio entra naturalmente in un percorso che il cliente segue già. Se vendi olio extravergine, non comunichi "è biologico e certificato". Comunichi attraverso ricette, sommelier di olio, contenuti su come riconoscere la qualità. Se gestisci un hotel, non dici "siamo a 500 metri dal mare". Mostri mediante foto dei percorsi, consigli su dove mangiare, esperienze che un ospite può vivere una volta arrivato.

Il secondo vantaggio di questo approccio è la misurabilità. Ogni tocco (ricetta salvata, video visualizzato, post commentato, evento partecipato) è un dato che puoi tracciare e connettere a una conversione — prenotazione, acquisto, ritorno. Non è più un generico "awareness", ma un percorso costruito e verificabile.

Tre cose concrete che una PMI può fare subito

La prima è identificare il contesto dove il tuo prodotto o servizio entra naturalmente nella vita del cliente. Non è una domanda di marketing astratto, è operativa. Se vendi attrezzature per la ristorazione, il tuo contesto non è "i ristoranti" (troppo generico), è "gli chef che cercano di ridurre i tempi di prep" o "i gestori che vogliono controllare i costi di manodopera". Una volta definito il contesto, costruisci contenuti che abitano quel spazio: guide pratiche, case study di cucine che hanno cambiato workflow, video di preparazione, webinar con chef. Non vendi l'attrezzatura; mostri come la attrezzatura risolve un problema specifico all'interno di un'attività che il tuo cliente sta già facendo.

La seconda è collegarsi a piattaforme o community dove il tuo contesto target già frequenta. Per Illy, è Cookidoo e i canali social dove si discute di cucina. Per te, potrebbe essere LinkedIn se sei B2B, TikTok se il tuo pubblico è più giovane, forum specializzati del tuo settore, o anche gruppi Facebook moderati da influencer locali. Non devi essere su tutti i canali; devi essere dove il tuo cliente sta cercando risposte al suo problema.

La terza è strutturare il tracking. Ogni contenuto, ogni post, ogni pagina deve avere un parametro univoco (UTM code, link breve personalizzato, codice promo) che ti permette di risalire da una conversione al punto di origine. Se un cliente accede al tuo sito dalla ricetta di un blog partner, devi poterlo misurare. Se scarica un PDF dalla tua landing page LinkedIn, devi sapere che quel download è tracciato e connesso al suo profilo (via CRM). Solo così capisci davvero quale tocco della tua campagna multi-canale ha generato il comportamento che desideri.

Conclusione

La campagna Illy-Bimby non è innovativa perché usa social o ricette. È strutturata perché pensa a come il cliente scopre, considera e acquista il prodotto — e costruisce ogni tocco di conseguenza. È misurabile perché ogni elemento (ricetta, post, evento) è un segnale di interesse che può essere collegato a un risultato commerciale. Questo è esattamente quello che le PMI italiane devono fare: smettere di pensare al marketing come a una serie di cose belle da comunicare, e iniziare a costruire un sistema dove ogni elemento serve un proposito operativo e ogni risultato è leggibile.

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Fonte: Brand News