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Come una nonna italiana racconta la trasformazione di una telco australiana

Droga5 ANZ usa un personaggio autentico per comunicare il rebrand di Optus. Lezione di storytelling per PMI e aziende B2B.

2026-09-02 Blog Stratego
Come una nonna italiana racconta la trasformazione di una telco australiana

Foto: Aleksandar Spasojevic via Pexels

La nuova campagna di Droga5 ANZ per Optus, società di telecomunicazioni australiana, ha scelto di affidare il racconto della trasformazione aziendale a un personaggio inaspettato: una nonna italiana. Non è una scelta casuale, e non è nemmeno una novità narrativa in senso assoluto. Ma quello che emerge è un principio di comunicazione che funziona molto bene quando il tuo business ha bisogno di riconnettersi con il pubblico dopo un cambiamento significativo.

Perché una nonna italiana racconta il cambio di Optus

Optus stava affrontando una trasformazione interna importante e aveva bisogno di comunicarla in modo credibile. Droga5 ANZ, agenzia creativa con sede in Australia e Nuova Zelanda, ha deciso di non utilizzare portavoce istituzionali, testimonial famosi o animazioni slick. Ha scelto di usare un personaggio che rappresentasse autenticità, esperienza di vita reale, e una prospettiva genuina sulla società.

La nonna italiana incarna esattamente questo: è un personaggio universale, riconoscibile, privo di artifizi di marketing. Quando una nonna parla di cambiamento, di miglioramento, di fiducia, lo fa senza filtri pubblicitari. Il messaggio non è «guardate quanto siamo innovativi», ma «abbiamo cambiato per stare vicini a chi conta davvero».

Questo approccio funziona perché sposta l'attenzione dal prodotto alle persone che lo usano. Non è la telco che racconta sé stessa, è il cliente che riconosce il cambiamento attraverso gli occhi di qualcuno di ordinario.

Perché questo insegnamento conta per PMI e aziende B2B italiane

Molte PMI italiane, soprattutto nel settore ricettivo e nel B2B, affrontano riposizionamenti simili. Dopo la pandemia, dopo un cambio generazionale, dopo un aggiornamento dei servizi. Ma comunicano il cambiamento come se fosse una notizia corporate, con proclami di innovazione che il cliente non crede e non ricorda.

La lezione di Optus è diversa: il cliente ricorda le storie, non i proclami. E ricorda ancora di più le storie che sente autentiche, che vengono da una voce senza intermediazioni. Un hotel che riapre dopo una ristrutturazione non dovrebbe pubblicare «il nostro nuovo concept 2024». Dovrebbe far raccontare il cambio da un cliente fedele, o da un membro del team che lo ha vissuto dal dentro. Una PMI B2B che cambia software CRM non dovrebbe scrivere un comunicato su «transizione tecnologica». Dovrebbe mostrare come il cambio effettivamente ha risolto i problemi quotidiani.

La strategia di Droga5 ANZ dimostra che anche grandi player di settori tradizionali (la telecomunicazione non è new-media) ottengono risultati credibili quando abbandonano il linguaggio istituzionale e lasciano parlare le persone.

Tre cose concrete che puoi applicare al tuo business

La prima cosa è smettere di credere che il tuo cliente voglia ascoltare te che parli di te stesso. Se stai affrontando un cambiamento — un rebrand, un nuovo servizio, una ristrutturazione — cerca un cliente reale che quel cambiamento lo ha sperimentato e chiedigli di raccontarlo. Non con una sceneggiatura, con una conversazione spontanea. Se gestisci un hotel con una nuova ala, fai raccontare da un ospite che ci ha dormito. Se hai cambiato software CRM, fai spiegare da un operatore che prima perdeva ore in burocrazia e adesso no. Queste testimonianze arrivano in video, in un podcast interno, in una email narrative al tuo database. Non sono costose e sono infinitamente più credibili di qualsiasi copy marketing perfetto.

La seconda cosa è connettere il cambiamento a un beneficio reale e specifico, non a valori astratti. «Siamo più moderni» non significa niente. «Ora i nostri ospiti ricevono la conferma della prenotazione in 2 minuti invece di 48 ore» significa tutto. Per il B2B funziona uguale: «Abbiamo adottato nuovi processi» è vuoto. «Con il nuovo sistema, il nostro team non fa più doppia digitazione e il cliente riceve il preventivo nello stesso giorno» è concreto. Quando racconti il cambiamento, racconta sempre che cosa è cambiato di concreto nella vita della persona che lo usa.

La terza cosa è distribuire questo racconto non sul tuo canale, ma nei canali dove il tuo cliente già sta ascoltando. Droga5 ANZ non ha solo fatto un video corporate che gira su YouTube. Ha costruito una campagna che circola dove gli australiani la vedono naturalmente: nei contesti in cui si costruisce fiducia, nei momenti in cui il cliente è ricettivo. Per una PMI italiana, questo significa: non solo il blog. Significa Google My Business, significa email ai clienti fedeli, significa un breve video su Instagram che parla più da persona che da azienda, significa eventualmente un post LinkedIn se sei B2B e il tuo cliente abita lì.

Conclusione

Il rebrand di Optus attraverso la voce di una nonna italiana è una lezione di comunicazione che non ha niente a che fare con il budget, e tutto a che fare con l'autenticità. Una PMI o un'agenzia che comunica il proprio cambiamento in modo credibile non ha bisogno di milioni di euro di media buying. Ha bisogno di scegliere le persone giuste a raccontare la storia, di far parlare loro senza filtri, e di far circolare quella storia dove effettivamente il cliente la vede e la ascolta.

Se il tuo business è in trasformazione, la domanda non è «quale agenzia creativa assolo». La domanda è: «chi nel mio ecosistema può raccontare questo cambiamento in modo autentico, e dove lo ascolta il mio cliente». Tutto il resto è coerenza e distribuzione tracciabile.

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Fonte: Brand News